Gli albori dell'energia elettrica in Alto Adige

Nel 1898 entrò in esercizio l'impianto idroelettrico a Tel nei pressi di Merano. Si tratta della prima centrale a grande derivazione dell'Alto Adige. Con essa ebbe inizio lo sfruttamento dell'acqua per la produzione di energia elettrica. Vent'anni dopo venne realizzata la centrale idroelettrica di Marlengo, che costituisce il salto inferiore dell'impianto.

 

 

Il salto dell’Adige, ed in particolare quello del ripido tratto tra Tel e Marlengo che supera un’altezza di 200 m, presenta i migliori presupposti per un ottimale sfruttamento idroelettrico. In quest'area si trovano le centrali idroelettriche di Tel e di Marlengo. Esse costituiscono anche i due salti finali del complesso idroelettrico che sfrutta le acque dell'Adige e dei suoi affluenti, dalle fonti in alta quota fino a valle nell'area di Merano. 

La centrale idroelettrica di Tel rappresenta il salto superiore nel tratto tra Tel e Marlengo ed è in funzione da oltre 120 anni. Il bacino imbrifero della centrale si estende per 1.650 chilometri quadrati e copre l'intera Val Venosta includendo anche alcuni tra i maggiori ghiacciai dell'Alto Adige. L'opera di presa dell'impianto si trova presso Tel: l'acqua viene captata da una traversa lunga 16 metri. Da qui l'acqua scorre attraverso una condotta forzata nella centrale, dove sono installati quattro gruppi macchina con turbine Francis. 

Dopo essere stata utilizzata all'interno della centrale di Tel, l'acqua scorre su un ponte canale fino alla centrale di Marlengo. La producibilità media annua delle tre turbine Francis installate nella centrale ammonta a oltre 250 milioni di kWh, che fanno della centrale di Marlengo una delle più grandi della provincia. Da qui l'acqua viene restituita all'Adige attraverso un canale. Negli anni tra il 2002 e il 2004 l’impianto è stato completamente rinnovato e le macchine sostituite.  

Un progetto pioneristico

Il primo progetto per lo sfruttamento a scopo idroelettrico del tratto dell’Adige tra Tel e Marlengo, a differenza di quanto avvenuto nel caso degli altri impianti idroelettrici in Alto Adige, risale addirittura al XIX secolo. Già nel 1891 i comuni di Bolzano e Merano ottennero l’autorizzazione per la costruzione di una centrale a Tel; per la realizzazione e la gestione dell'impianto fu costituita nel 1897 l’azienda elettrica consortile “Etschwerke”. L'incarico per la progettazione e la direzione dei lavori fu affidato all'ingegnere Oskar Miller, che anni dopo fondò il "Deutsches Museum" a Monaco. La costruzione fu un progetto pionieristico per l'epoca. Nel 1898 la centrale entrò in esercizio: con essa per la prima volta nella storia le città di Merano e Bolzano furono dotate di illuminazione pubblica elettrica, che sostituì le lampade a gas.  

Tra le centrali idroelettriche del XIX secolo ancora conservate, la centrale di Tel è la più antica. Inoltre è la prima centrale idroelettrica a grande derivazione dell'Alto Adige, segnando così l'inizio della storia della produzione di energia da idroelettrico. 

Dati tecnici centrale di Tel

Tipologia impianto Centrale ad acqua fluente
Salto lordo 71 metri
Portata massima derivabile 35 m3/s
Potenza massima 32 MW
Potenza installata 40 MW (quattro gruppi macchina)
Produzione media annua 144 GWh

Dati tecnici centrale di Marlengo

Anno d’entrata in esercizio centrale 1925
Bacino imbrifero 1.663 km2
Portata massima derivabile 33,3 m3/s
Salto 130,4-132,0 m
Produzione annua media 253.240.000 kWh
Potenza massima 43,6 MW

L’impianto di Tel utilizzava tuttavia solo una settantina dei 200 metri di salto disponibili. Per tale ragione ben presto nacquero progetti per la costruzione di un secondo impianto, al fine di sfruttare l'intero salto. Eppure soltanto vent'anni dopo il progetto fu realizzato. A costruire l'impianto di Marlengo fu la "Società elettrica Alto Adige", che mise in funzione la centrale nel 1925. L’energia elettrica prodotta serviva innanzitutto a soddisfare il fabbisogno energetico delle nuove industrie di Merano e Sinigo.

Entrambi gli impianti furono più volte oggetto di modernizzazioni e ampliamenti per portarli all'ultimo stato dell'arte. Le ali più antiche degli edifici, tuttora ben conservate, sono sotto tutela delle belle arti.