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fotovoltaico in inverno
15.01.2026
- 5 min

Fotovoltaico in inverno: tutto ciò che serve sapere sull’energia solare nei mesi freddi

fotovoltaico in inverno

Il fotovoltaico è ormai considerato una tecnologia chiave per la transizione energetica, ma come funziona realmente durante l’inverno?

Meno ore di sole, sole basso sull’orizzonte e neve possono far sorgere il dubbio: conviene davvero produrre energia solare nella stagione fredda? Andrea Vespertini, esperto di energia di Alperia, ci spiega da cosa dipende la resa di un impianto fotovoltaico, perché il freddo può rappresentare addirittura un vantaggio e come famiglie e aziende possano ottimizzare l’uso del proprio impianto in inverno.

I fattori che influenzano la produzione di energia

La produzione di un impianto fotovoltaico dipende da numerosi fattori esterni: irraggiamento solare, stagione dell’anno, temperatura dei moduli, nebbia o altri fenomeni meteorologici che riducono la radiazione, ombreggiature e superfici riflettenti. Anche aspetti tecnici, come il tipo di modulo fotovoltaico, possono influenzare significativamente il rendimento.

Le basse temperature esterne giocano un doppio ruolo. Da un lato, le temperature più basse coincidono spesso con l’inverno, quando l’irraggiamento solare complessivo è minore. “Di conseguenza, la produzione totale dell’impianto in questa stagione è naturalmente inferiore rispetto all’estate”, spiega Vespertini.

Dall’altro lato, la temperatura dei moduli ha un impatto diretto sul loro rendimento. Ed è qui che il freddo porta un vantaggio spesso sottovalutato: a temperature più basse, i pannelli fotovoltaici convertono la radiazione solare in energia elettrica in modo più efficiente. “A parità di irraggiamento, i moduli più freddi producono più energia elettrica”, sottolinea l’esperto. Numerosi studi scientifici confermano che l’efficienza diminuisce all’aumentare della temperatura dei moduli.

Perché la produzione in inverno resta più bassa

Nonostante questo vantaggio, la produzione di energia in inverno rimane complessivamente inferiore rispetto all’estate. In Nord Italia, si attesta tipicamente intorno al 10-15% della produzione annua totale. La causa principale è la durata ridotta delle giornate e l’angolo più basso del sole. In zone con particolarità topografiche – come la Val d’Adige – eventuali ombreggiature accentuano ulteriormente l’effetto. “In inverno ci sono meno ore di luce diretta, il che riduce ancora di più la produzione”, spiega Vespertini.

Tuttavia, ci sono effetti positivi legati alla cosiddetta albedo: neve o superfici d’acqua riflettono la luce solare, aumentando la radiazione che raggiunge i pannelli. In aree particolarmente nevose, questo fenomeno può contribuire almeno parzialmente a sostenere la produzione invernale.

Come ottimizzare l’autoconsumo nei mesi freddi

Nei mesi invernali, l’autoconsumo diventa un tema centrale. Vespertini suggerisce strategie semplici ma efficaci: “Gli elettrodomestici ad alto consumo energetico dovrebbero essere utilizzati nelle ore centrali della giornata, quando l’impianto fotovoltaico produce più energia”.

Dal punto di vista tecnico, i sistemi di accumulo rivestono un ruolo fondamentale, soprattutto quando la produzione supera il consumo immediato. Vespertini distingue due principali tipologie: accumuli elettrici e termici. Le batterie immagazzinano l’energia in eccesso per renderla disponibile in seguito. Gli accumuli termici, invece, utilizzano l’energia in surplus per riscaldare l’acqua sanitaria, ad esempio tramite pompe di calore. “In questo caso, il vantaggio economico è particolarmente elevato”, spiega Vespertini, perché altrimenti l’acqua calda verrebbe prodotta con energia di rete o combustibili fossili. Grazie a un buon isolamento, l’acqua calda è disponibile anche quando la produzione fotovoltaica è già terminata.

In inverno, la combinazione di fotovoltaico, accumulo e riscaldamento a pavimento si dimostra particolarmente efficiente: “Se l’acqua calda viene prodotta con energia autoprodotta ‘gratuita’ a bassa temperatura, l’autoconsumo si ottimizza notevolmente e si può sostituire un sistema di riscaldamento tradizionale”.

Anche le soluzioni smart home contribuiscono all’ottimizzazione, permettendo di coordinare meglio consumo e produzione, ad esempio gestendo in modo intelligente elettrodomestici e sistemi di riscaldamento.

Manutenzione e orientamento: piccoli accorgimenti, grande effetto

Per garantire alte prestazioni, è fondamentale una manutenzione regolare, soprattutto in inverno. “Anche uno strato sottile di neve può fermare completamente la produzione”, sottolinea Vespertini. La neve dovrebbe quindi essere rimossa rapidamente. Anche sporco da polvere o emissioni industriali può ridurre significativamente la resa; una pulizia può portare subito a miglioramenti misurabili della produzione.

Per quanto riguarda l’orientamento dei pannelli, la posa a sud è ideale. Se non fosse possibile, un orientamento est-ovest con inclinazione ridotta può aiutare a sfruttare meglio l’irraggiamento, soprattutto in zone con vincoli topografici.

Alperia: soluzioni integrate per il fotovoltaico

Alperia investe molto nello sviluppo del fotovoltaico, in particolare tramite il modello EPC (Energy Performance Contract). In questo schema, Alperia si occupa dell’investimento e della manutenzione dell’impianto, garantendo ai clienti energia verde a prezzo fisso per diversi anni. “Questo modello è particolarmente adatto a chi non ha esperienza approfondita nel settore energetico, ma può essere interessante anche per le aziende”, spiega Vespertini. Tutte le operazioni tecniche e amministrative sono gestite da Alperia, così come la manutenzione e l’assistenza a lungo termine dell’impianto.

Un elemento chiave è il monitoraggio remoto: Alperia controlla gli impianti tutto l’anno, misura irraggiamento e produzione e interviene automaticamente in caso di anomalie, permettendo di individuare e risolvere i problemi tempestivamente.

Alperia è inoltre attiva nelle comunità energetiche rinnovabili e nell’autoconsumo condiviso tra siti diversi. Questi modelli aiutano a sfruttare al meglio gli incentivi disponibili e a utilizzare in modo più efficiente l’energia solare prodotta localmente – anche durante i mesi invernali.

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