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impronta idrica cibo
16.03.2023
- 2 min

Acqua. Come ridurre l’impronta idrica di ciò che mangiamo

impronta idrica cibo
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Tutto ciò che arriva sulle nostre tavole ha una propria “Impronta idrica”, cioè richiede, per essere prodotto, l’utilizzo di un certo quantitativo d’acqua. Non tutti i cibi, però, hanno la stessa impronta idrica. Qualche esempio? 

Per produrre un chilo di pasta servono circa 1.849 litri di acqua, per un chilo di zucchero di canna 1.782, mentre per un kg di olive addirittura 3.015 litri circa. 

Vediamo altri esempi nell’ infografica qui di seguito:

infografica impronta idrica del cibo

Ogni giorno consumiamo quantità d’acqua decisamente rilevanti, si tratta dell’acqua “nascosta” utilizzata per produrre il cibo che mangiamo. Quantità che ci devono spingere a riflettere su quanto questa risorsa sia preziosa e quanto la sua salvaguardia sia una questione che riguarda tutti da vicino, dato che la disponibilità pro capite di acqua è diminuita di oltre il 20% negli ultimi 20 anni (Fonte: F.a.o. Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione). 

A partire dalle nostre scelte a tavola, possiamo fare la differenza riducendo, dunque, la nostra impronta idrica. Ecco alcuni consigli, semplici ma efficaci, per agire in questo senso senza rinunciare al piacere del buon cibo: 

  • Riduci il consumo di alimenti di origine animale che generalmente hanno un maggiore impatto idrico (carne e latticini). 
  • Adotta un regime alimentare che privilegi cibi freschi e di stagione come frutta, verdura e non raffinati come quelli industriali prodotti con grandi quantitativi di acqua. 
  • Scegli alimenti con il minor impatto idrico possibile all’interno della stessa categoria di prodotto che desideriamo 
  • Opta per alimenti a km zero 
  • Riduci gli sprechi. Un terzo del cibo che viene prodotto viene buttato e con esso l’acqua che era servita a produrlo 
  • Bevi l’acqua del rubinetto. Per ogni bottiglia da 1.5 litri di acqua che acquistiamo, ne consumiamo ulteriori 1.9 litri per l’imbottigliamento, imballaggio e trasporto. 

Un insieme di nuove abitudini può contribuire a formare un nuovo stile di vita: più sano, ecosostenibile e responsabile. Il Pianeta ringrazierà! 

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