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Classi energetiche, guida alle nuove etichette
30.01.2024
- 4 min

Classi energetiche, guida alle nuove etichette

Classi energetiche, guida alle nuove etichette

Scrivi “classe energetica”, leggi “risparmio ed efficienza”. Parliamo delle etichette che indicano il consumo in kWh degli elettrodomestici e, di conseguenza, i costi in bolletta.

Secondo un’indagine commissionata dall’Unione Europea, circa l’85% delle persone guarda sempre l’etichetta energetica prima di acquistare una nuova tecnologia, ma pochi ne comprendono fino in fondo il significato. Eppure, la conoscenza delle classi energetiche è fondamentale per fare scelte di consumo consapevoli, ridurre l’impatto ambientale e ottenere risparmi energetici significativi. Insomma, le etichette – che sono comparse per la prima volta nel 1992 – giocano un ruolo cruciale nel guidare il mercato degli elettrodomestici verso un futuro più sostenibile.

Dal 1° marzo 2021, l’Unione Europea ha deciso di sostituire le etichette energetiche di lavatrici, lavasciuga, frigoriferi, lavastoviglie, tv, monitor e lampadine per renderle più comprensibili, eliminando le classi A+, A++ e A+++ e ridefinendo i parametri di calcolo. Per questi prodotti, oggi, è disponibile una scala energetica che va da A a G, dove A indica l’efficienza massima e G la più bassa. Dal 2024, inoltre, sarà vietata la vendita dei prodotti con un Indice di Efficienza Energetica (IEE) basso (classi G e F). Le nuove etichette dispongono anche di un QRcode che può essere scansionato per ottenere più informazioni. Nel caso di un frigorifero, ad esempio, è possibile conoscere le dimensioni del modello, il tipo di scomparti e il volume interno. Vediamo in dettaglio:

  • Schermi e Tv: la nuova scala energetica va da A a G, le classi inferiori sono riportate in grigio anche se la loro commercializzazione è stata proibita grazie alle norme Ecodesign. In basso è presente l’indicazione “kWh/1.000h” che indica il consumo energetico in kWh relativo al consumo di elettricità per 1.000 ore di funzionamento. È prevista anche l’indicazione del consumo di energia in modalità “ad alta gamma dinamica” per 1.000 ore di funzionamento e l’indicazione del numero di pixel sia in orizzontale che in verticale. Sono sparite le indicazioni della potenza (W) e l’indicazione dell’interruttore fisso;
  • Frigoriferi: sono presenti icone diverse per scompartimenti freddi e non congelati e l’emissione del rumore è espressa in decibel con una classe di emissione specifica (da A a D). Le etichette in questo caso si riferiscono al consumo annuo;
  • Lampadine: la nuova scala energetica va da A a G, senza più classi accompagnate dal segno ‘+’. L’indicazione in basso “kWh/1.000h” indica invece il consumo energetico in kWh relativo al consumo di elettricità per 1.000 ore con luce accesa;
  • Lavasciuga: il consumo energetico è ponderato per 100 cicli, è riportata la classe di efficienza della centrifuga-asciugatura (da A a G) e la classe di emissione del rumore aereo della fase di centrifuga del programma eco 40-60, in decibel (da A a D);
  • Lavastoviglie: il consumo energetico è ponderato per 100 cicli, è indicato il consumo di acqua previsto per il programma Eco, la durata del programma Eco e la classe di emissione di rumore aereo, in decibel (da A a D).
  • Lavatrice: la nuova scala energetica “kWh/1.000h” indica il consumo in kWh relativo al consumo di elettricità per 100 cicli di lavaggio. Più in basso viene indicata la capacità in kg del programma eco 40-60, la durata del programma eco 40-60 in ore:min, il consumo di acqua per ciclo in litri, la classe di efficienza della centrifuga (da A a G) e le emissioni di rumore aereo della fase di centrifuga, espresse in decibel (da A a D).

La maggior parte degli apparecchi attualmente presenti sul mercato ricade in una classe inferiore alla A: avendo riparametrato le classi, infatti, è possibile che un elettrodomestico acquistato in classe A nel 2020, adesso risulti essere in classe C. Le etichette precedenti e quelle attuali, quindi, non sono confrontabili, ma l’evoluzione del sistema dovrebbe favorire un rinnovamento tecnologico nel nome di una maggiore efficienza. Questo processo di efficientamento energetico dato dalle etichette, infatti, è accompagnato da nuovi standard di Ecodesign che gli elettrodomestici dovranno soddisfare per ridurre il loro impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita, dalla produzione fino al riciclo finale. La progettazione ecocompatibile delle tecnologie, in particolare, implica l’integrazione di valutazioni ambientali all’interno del processo di sviluppo dei prodotti, con l’obiettivo di creare manufatti con il minimo impatto. I materiali scelti, infatti, dovranno essere sostenibili e riciclabili nel massimo rispetto dell’ambiente e delle risorse primarie.

Per sensibilizzare ulteriormente le/i consumatrici/ori, la Comunità Europea ha lanciato il progetto BELT, Boost Energy Label Take Up sul cui sito è presente un calcolatore che permette di sapere quanto l’acquisto di un elettrodomestico di una certa classe energetica possa far risparmiare in termini di consumi, elettricità ed emissioni di CO2.

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