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idrogeno verde
13.05.2026
- 3 min

Going green: il ruolo chiave dell’idrogeno verde nella mobilità e nell’industria

idrogeno verde

L’idrogeno non è una fonte primaria: è un vettore energetico. Proprio per questo può diventare utile nella transizione: se prodotto con energia rinnovabile, aiuta a ridurre le emissioni nei settori dove l’elettrificazione diretta è più difficile, come industria energivora, trasporti pesanti e (in alcuni casi) accumulo di lungo periodo.

Come si produce l’idrogeno verde?

In natura l’idrogeno non si trova in forma libera: va prodotto consumando energia. L’idrogeno verde (o rinnovabile) si ottiene tramite elettrolisi dell’acqua utilizzando elettricità da fonti rinnovabili. È l’origine dell’energia impiegata a determinarne l’impatto: più basse sono le emissioni dell’elettricità usata, più basse saranno quelle associate all’idrogeno prodotto.

A cosa serve davvero?

L’idrogeno verde ha senso soprattutto nei settori “hard-to-abate”, dove le alternative a basse emissioni sono limitate o meno efficienti.

In particolare:

  • Mobilità pesante (autobus, camion, lunga percorrenza)
  • Processi industriali ad alta intensità energetica (in casi selezionati)

Perché non lo usiamo già ovunque?

Perché oggi l’idrogeno verde non è ancora diffuso su larga scala.

I motivi principali:

  • Costi ancora elevati rispetto all’idrogeno da fonti fossili
  • Infrastrutture dedicate da costruire (produzione, stoccaggio, trasporto e distribuzione)
  • Domanda ancora in fase di sviluppo

La direzione però è chiara: i costi scendono e i progetti aumentano. Quando crescono infrastrutture e domanda, la filiera si consolida.

Quando ha senso (e quando no)

Ha senso quando:

  • È usato nei settori hard-to-abate
  • Serve per accumuli su orizzonti temporali lunghi (in contesti mirati)

Non è la scelta migliore quando:

  • Si può usare direttamente l’elettricità (quasi sempre più efficiente)
  • Mancano infrastrutture adeguate
  • Non c’è una domanda stabile che giustifichi gli investimenti

Il ruolo di Alperia nello sviluppo dell’idrogeno

In questo scenario, Alperia lavora sull’idrogeno verde come sviluppatore di infrastrutture e partner di progetto, con l’obiettivo di collegare produzione rinnovabile e utilizzi finali (soprattutto mobilità).

Tra le principali iniziative:

  • H2 South Tyrol (Bolzano)
    Nel centro idrogeno gestito da IIT Scarl è operativa dal 2014 una delle prime stazioni italiane per rifornimento H2 (auto e autobus), insieme a un impianto di produzione tramite elettrolisi alimentato da energia rinnovabile.
  • Ricerca e innovazione
    Alperia ha finanziato una cattedra presso la Libera Università di Bolzano per accelerare lo sviluppo di soluzioni lungo la filiera: dalla produzione allo stoccaggio, fino alla distribuzione.
  • Stazione di rifornimento di Brunico Est (2026)
    Inaugurata a gennaio 2026, è la prima “stazione di rifornimento green” in Italia: integra idrogeno e ricarica ultra-fast, alimentata da fonti rinnovabili. Può erogare fino a 800 kg/giorno (ampliabile), con sistemi a 350 e 700 bar. L’idrogeno è prodotto a Bolzano e trasportato fino al sito. Progetto sviluppato da Alperia con IIT Hydrogen (gestione operativa). Investimento: circa 12,6 milioni di euro, cofinanziato dal PNRR.
  • Progetto con SASA (Bolzano Sud)
    È in corso la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno verde da 2 MW, cofinanziato dal PNRR e destinato in particolare al trasporto pubblico locale. Alperia partecipa con una quota del 49%.

In sintesi, Alperia opera come sviluppatore e abilitatore di filiera, contribuendo a trasformare l’idrogeno verde in una soluzione concreta, soprattutto nei segmenti più difficili da decarbonizzare.

Perché l’idrogeno diventi una leva concreta servono politiche di sostegno, semplificazione delle autorizzazioni e un mercato della domanda più stabile: solo così può passare da tecnologia promettente a soluzione diffusa nei contesti giusti.

 

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