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sostenibilità sociale
21.06.2023
- 4 min

Lavoro, perché vogliamo aziende sostenibili

sostenibilità sociale

Il 64% delle persone desidera far parte di un’organizzazione che crei valore non solo per il business, ma anche per il territorio in cui opera e per la società più in generale.

La sostenibilità diventa a tutti gli effetti un criterio di scelta quando di parla di carriere e nuove opportunità professionali. A confermarlo è il Global Human Capital Trends 2023 di Deloitte, un sondaggio condotto su 10.000 leader aziendali di ogni settore, provenienti da 105 paesi. Un documento che contiene indicazioni strategiche per il futuro del lavoro e per le aziende che vogliono posizionarsi in termini di sostenibilità.

Sempre di più, infatti, è necessario passare da iniziative formali ad azioni sostenibili reali e concrete. E questo significa integrare la sostenibilità in ogni ambito strategico del business, rendendola patrimonio comune dell’azienda, del suo management e delle sue persone. Sarà necessario non concentrarsi solo su obiettivi ambientali, ma guardare anche alla cosidetta “people sustainability”, ovvero all’elemento umano, includendo nelle strategie di business elementi quali il benessere degli individui.

Per l’82% degli/le italiani/e intervistati/e, infatti, è importante o molto importante che la propria organizzazione sia impegnata in programmi e iniziative di sostenibilità. Per il 30% delle/i rispondenti vi è una chiara relazione predittiva tra l’impegno delle organizzazioni su tematiche di sostenibilità e la probabilità di ottenere prestazioni elevate in termini di business e forza lavoro. Sempre di più, infatti, la sostenibilità diventa un collante, un modo per costruire comunità affiatate e resilienti, un valore intorno al quale ritrovarsi. Peccato però che solo per il 15% degli/lle italiani/e la propria organizzazione è pronta ad adottare la sostenibilità in tutti i propri processi organizzativi. Le principali difficoltà identificate? La cultura organizzativa, la resistenza al cambiamento, le risorse e le normative. La strada da fare, quindi, è ancora lunga.

Non solo, a tutto questo si aggiungono le competenze relative alla sostenibilità, sia hard che soft, ancora difficili da trovare. Eppure, le organizzazioni avranno sempre bisogno di più di esperti/e, ad esempio, nella riduzione dei rifiuti o nella decarbonizzazione. Ma oltre alle green skills, serviranno doti umane come l’empatia e la capacità di visione. Tutti questi elementi creeranno le basi per il “lavoro buono”, in cui la qualità del lavoro è elevata e le persone si sentono realmente parte della missione aziendale.

Molte organizzazioni hanno già iniziato a muoversi in questa direzione, valorizzando la tutela dell’ambiente, ma anche la sostenibilità umana. Anche noi di Alperia lo stiamo facendo. Abbiamo integrato la sostenibilità nelle nostre strategie, ci siamo dotati di una Vision 2031, di un Piano Industriale 2027 e di un Piano della Sostenibilità con cui definiamo missioni e impatti delle attività nel lungo periodo. Impieghiamo oltre 1.211 persone, per l’89% in full time e per il 95% a tempo indeterminato, che vogliamo accompagnare nel loro percorso di crescita. Per questo abbiamo creato il progetto “Talenti” con formazione mirata e workshop dedicati alla leadership, all’innovazione, al potenziamento delle soft skills e all’enterpreneurship.

Non solo, per favorire l’ingresso di più donne in azienda (oggi al 26% tra i dipendenti e al 33% nel management), abbiamo attivato numerose misure di conciliazione, che stiamo ulteriormente ampliando e che accompagniamo allo smart working, diventato ormai strutturale. Nel 2022, ad esempio, per il congedo parentale usufruito dagli uomini, siamo passati da una media di 3 settimane a circa 6. E siamo anche certificati con il bollino “Family Audit” della Provincia Autonoma di Bolzano e della Camera di Commercio. Eroghiamo inoltre ogni anno oltre 36.000 ore di formazione (+14%) sui temi chiave del nostro business, come digitalizzazione, sicurezza sul lavoro, normativa 231 e, ovviamente, sostenibilità. Abbiamo anche attivato un piano per gli spostamenti casa-lavoro, con diverse misure a sostegno della mobilità green (ad esempio, il contributo per l’uso dei mezzi pubblici, l’attivazione di cicloofficine mobili nelle nostre sedi e un progetto pilota per incentivare e promuovere il car pooling intra-aziendale).

Per creare un ambiente sano in cui lavorare bene, inoltre, abbiamo previsto la possibilità di utilizzare una parte o la totalità del premio di produzione per usufruire di prestazioni nell’ambito di un programma di welfare (è possibile richiedere il rimborso delle spese scolastiche per un membro della famiglia o il rimborso delle spese per l’assistenza a familiari viventi a carico o meno), abbiamo sottoscritto numerose convenzioni con alcuni centri sportivi di Bolzano e con altre realtà del territorio, abbiamo introdotto bottiglie d’acqua di vetro o alluminio, dispenser di acqua potabile, mele gratuite e dispenser con igienizzanti all’ingresso delle sedi e in ogni servizio igienico. E anche le nuove sedi sono state pensate per essere attente al wellbeing nelle architetture, con sale fitness e relax. Siamo convinti infatti che le organizzazioni e le loro persone debbano navigare insieme in questo nuovo mondo, co-creando nuove regole e nuove relazioni. E la sostenibilità è un driver straordinario per scrivere insieme il futuro del lavoro.

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