Chiudi
Cerca nel sito
smart city

Condividi

27.02.2023
- 4 min

Perché le smart city fanno bene all’ambiente?

smart city

Lampioni intelligenti, sensori per la raccolta dei rifiuti, mobilità leggera: siamo ufficialmente entrati nell’era delle smart cities. Parliamo di città efficienti e resilienti, progettate – e in molti casi ri-progettate – per migliorare la vita di chi le abita. Sostenibilità e innovazione urbana sono, infatti, due facce della stessa medaglia. Vediamo perché.  

Secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite, entro il 2050 più di due terzi della popolazione mondialevivrà nelle aree urbane. Ma questo significa rendere sempre più rapido e semplice il modo in cui persone e ambiente interagiscono. Nelle smart cities, infatti, le tecnologie sono pensate per migliorare la qualità della vita delle/i cittadine/i, intervenendo sui principali indicatori, come la riduzione dell’inquinamento e il miglioramento della qualità dell’aria e lo sviluppo di trasporti più agili e sostenibili (anche attraverso servizi di sharing con veicoli a basso impatto ambientale). Ancora, una città è smart se anche i suoi edifici sono costruiti in maniera intelligente. Ciò vuol dire: estensione delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico sui tetti, efficientamento energetico, gestione delle risorse secondo nuovi modelli (pensiamo alle Comunità energetiche rinnovabili) e con tecnologie avanzate. Ma anche: consumi pubblici più attenti, grazie a sistemi automatizzati per l’illuminazione, ad esempio, o a reti idriche intelligenti con sensori antispreco e anti-perdite. Non solo: una città è smart se consente ai suoi abitanti di usufruire di servizi efficienti, come spesa online e pagamenti veloci; se è inclusiva e attrattiva anche per i talenti più giovani e se mette a disposizione della cittadinanza luoghi aperti di aggregazione, pensati in ottica green, così da assolvere anche al compito di assorbire le emissioni di CO₂.

Il cambiamento

Ad accelerare il percorso verso le smart cities è stata senza dubbio anche l’emergenza da Covid-19: la pandemia ha portato le organizzazioni a ripensare i modelli di lavoro e, di conseguenza, ha fatto sì che le persone ridefinissero il modo in cui fruiscono gli spazi urbani. Sono emersi nuovi valori e nuovi bisogni e la digitalizzazione è diventata più urgente che mai. Tutto questo ha avuto un impatto sulle città, sui luoghi di vita e di lavoro. La società di consulenza globale EY ha infatti definito un nuovo ranking dedicato proprio alle Human Smart Cities. Parliamo di città “umane”, a misura di persona, le cui infrastrutture sono ripensate in funzione di una maggiore centralità dei cittadini, a partire dai pilastri della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. Secondo lo Smart Human Cities di EY, le migliori città sul podio tra i 109 capoluoghi di provincia analizzati, sono Milano, Bologna Torino. Quarta Trento, sedicesima Bolzano.

Obiettivi di impatto sociale delle aziende

In questo percorso, anche le aziende hanno un ruolo chiave: tra gli obiettivi di impatto sociale (ESG) che devono perseguire, il contributo alla sostenibilità dell’ambiente urbano in cui operano è fondamentale. Una sfida che Alperia sta portando avanti da tempo con la business unit Smart Region con cui sta sviluppando numerosi progetti volti a rendere l’Alto Adige un territorio sempre più sostenibile, integrato ed efficiente. Abbiamo sviluppato infatti progetti di efficientamento energetico sia di grandi gruppi industriali e commerciali che di condomini e abitazioni; stiamo aiutando molte imprese a definire un processo di decarbonizzazione; vogliamo essere un punto di riferimento per lo sviluppo di soluzioni customizzate e standardizzate di fotovoltaico anche domestico (Alperia myHome) ed essere l’operatore di riferimento in Alto Adige per lo sviluppo di soluzioni di autoconsumo distribuito (CER). Stiamo lavorando inoltre per consolidare il nostro ruolo come partner per privati, imprese e Pubblica Amministrazione nella transizione energetica e sempre in termini di riduzione degli sprechi, abbiamo sviluppato e immesso sul mercato dei sensori intelligenti dedicati al settore agricolo: con Smart Land (questo il nome del progetto) è possibile attivare un’irrigazione mirata nei frutteti risparmiando il 30% e oltre di acqua. Un progetto che nel 2022 abbiamo esteso anche ai vigneti. Ancora: con la nostra startup Care4u ci stiamo occupando di smart health, sviluppando soluzioni dedicate all’assistenza ospedaliera e domiciliare dei pazienti, mentre con Neogy, la joint venture che abbiamo costituito con Dolomiti Energia, stiamo estendendo la mobilità sostenibile, ampliando i punti di ricarica pubblici (saranno 2.300 entro il 2027) e sviluppando dei charging parks che abbattano le barriere legate all’utilizzo di veicoli elettrica.

La nostra priorità

Far sì che le nostre attività contribuiscano alla creazione di un territorio sostenibile, intelligente e inclusivo è, senza dubbio, una nostra priorità. I benefici di una smart & green city, infatti, sono evidenti: sia in termini di salute e benessere, ma anche a livello economico. Città – e territori – sostenibili e tecnologicamente avanzati sono infatti più competitivi e attrattivi e declinano la crescita in maniera funzionale alla qualità di vita di chi li abita.

Leggi anche