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09.06.2026
- 6 min

Alperia Bike tour: in bici tra dighe e centrali idroelettriche dell’Alto Adige

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Pedalare in Alto Adige significa attraversare paesaggi molto diversi tra loro e incontrare lungo il percorso anche alcune delle grandi opere idroelettriche che fanno parte del territorio. Tra vallate, laghi artificiali, borghi e strade di montagna, la bicicletta diventa un modo concreto per scoprire da vicino luoghi, infrastrutture e natura.

Nasce da qui l’Alperia bike tour:  cinque percorsi diversi per difficoltà, paesaggi e tappe, ma accomunati dalla possibilità di vivere la montagna e le sue infrastrutture in modo consapevole e sostenibile.

Da Bressanone a Cardano lungo la Valle Isarco

Il primo itinerario collega Bressanone a Cardano attraverso la Valle Isarco. Si tratta di un percorso ciclabile lungo circa 47 chilometri con 300 metri di dislivello complessivo e un andamento perlopiù in leggera discesa, adatto a chi cerca una pedalata scorrevole tra meleti, vigne e borghi ricchi di storia. L’arrivo è a Cardano.

Partendo da Bressanone si segue l’Isarco verso sud. Lungo il tragitto si incontra Chiusa, con il suo centro medievale, e si prosegue in direzione di Ponte Gardena, costeggiando paesi come Villandro e Barbiano dove si trova la centrale idroelettrica omonima alimentata dal fiume Isarco.

Da qui la valle si restringe e la ciclabile segue per un tratto il vecchio tracciato ferroviario, fino a raggiungere Cardano, alle porte di Bolzano, dove è possibile scorgere le condotte forzate della centrale idroelettrica di Alperia e il castello di Cornedo, eretto nel XIII secolo. Quella di Cardano è l’ammiraglia delle centrali idroelettriche di Alperia che, con una produzione di 650 milioni di kWh medi annui, soddisfa il fabbisogno di 200.000 famiglie.

Da San Candido a Brunico attraverso il lago di Valdaora

Il secondo itinerario si snoda per 33 chilometri lungo la ciclabile che collega San Candido a Brunico in Val Pusteria, con un andamento prevalentemente in leggera discesa (da circa 1.175 m a 800 m), intervallato da brevi salite e un dislivello contenuto. É un percorso adatto a chi desidera una pedalata piacevole tra boschi di conifere, prati e piccoli centri abitati. L’arrivo è a Brunico.

Partendo da San Candido si pedala verso Dobbiaco e si imbocca la pista ciclabile che affianca per lunghi tratti il corso della Rienza, attraversando boschi, radure e borghi come Villabassa e Monguelfo. Il percorso alterna tratti immersi nella natura a scorci aperti sulla valle, mantenendo un andamento scorrevole e adatto a molti ciclisti.

Poco prima di Brunico si incontra il lago artificiale di Valdaora, delimitato da uno sbarramento a cupola che alimenta la centrale idroelettrica Brunico-Valdaora. Una volta arrivati a destinazione, è possibile rientrare in bicicletta oppure sfruttare la ferrovia della Val Pusteria per tornare comodamente al punto di partenza. Un itinerario che unisce il piacere della pedalata alla scoperta di una delle opere idroelettriche più caratteristiche della valle.

Dalla Val Venosta a Merano, tra storia e centrali idroelettriche

Il terzo itinerario attraversa la Val Venosta da Curon a Merano. Un percorso ciclabile di circa 80 chilometri in leggera discesa, adatto a chi vuole attraversare l’intera valle seguendo il corso dell’Adige. L’arrivo è a Merano.

Si parte da Curon, ai piedi del gruppo dell’Ortles, con il celebre campanile che emerge dal lago di Resia. Da qui la ciclabile attraversa alcuni dei luoghi più caratteristici della valle: Glorenza, con la sua cinta muraria medievale, Lasa, nota per il marmo bianco, e poi ancora Castelbello e Tel, tra meleti e scorci aperti sulle montagne circostanti.

Lungo il tragitto si incontrano cinque centrali idroelettriche di Alperia: Glorenza, Castelbello, Lasa, Tel e Marlengo. Il percorso permette così di leggere il paesaggio anche attraverso la presenza delle infrastrutture che hanno accompagnato lo sviluppo energetico della valle, fino ad arrivare a Merano, città termale e tappa finale dell’itinerario.

Da Laces alla Val Martello fino al lago di Gioveretto

Il quarto itinerario conduce da Laces alla Val Martello fino al lago di Gioveretto. Sono circa 25 chilometri di salita continua, con oltre 1.200 metri di dislivello, che accompagnano il ciclista dai frutteti del fondovalle fino ai paesaggi d’alta quota del Parco Nazionale dello Stelvio. L’arrivo è al lago di Gioveretto.

Partendo da Laces si raggiunge Coldrano e da lì inizia la salita lungo la Val Martello, tra meleti, tornanti e scorci sempre più ampi sulle montagne circostanti. Dopo il paese di Ganda il percorso diventa più impegnativo e accompagna il ciclista verso un paesaggio sempre più alpino, fino a raggiungere il lago artificiale di Gioveretto.

Il bacino alimenta la centrale idroelettrica di Lasa e, una volta arrivati in quota, regala una vista aperta sui ghiacciai del gruppo dell’Ortles e sui boschi che circondano il lago. Un itinerario che richiede più impegno, ma che ripaga con panorami di grande impatto e con la possibilità di osservare da vicino un’infrastruttura idroelettrica inserita in un contesto naturale di alta montagna.

Sull’Alta Via della Val d’Ultimo, dal lago di Zoccolo al lago di Quaira

Il quinto itinerario è dedicato a chi ama la mountain bike e i tracciati di montagna. Si tratta di un percorso che si sviluppa in Val d’Ultimo, per circa 30 chilometri, dal lago di Zoccolo al lago di Quaira, in una valle dove la presenza dei bacini artificiali e delle centrali idroelettriche ha contribuito a definirne l’identità.

Il percorso parte nei pressi della stazione a valle del comprensorio di Schwemmalm e alterna strada asfaltata e forestale, con un’ascesa progressiva verso la malga Pracupola e poi fino al lago di Quaira, a oltre 2.200 metri di quota. Lungo il tragitto il paesaggio cambia rapidamente, passando dai boschi e dai pascoli ai tratti più aperti dell’alta montagna.

Il lago di Quaira, dominato da una diga alta 85 metri, alimenta la centrale di Pracomune, mentre il lago di Zoccolo è collegato alla centrale di San Pancrazio. È un itinerario più tecnico rispetto agli altri, ma particolarmente suggestivo per chi vuole scoprire un lato meno noto dell’Alto Adige e osservare da vicino il rapporto tra paesaggio alpino e produzione di energia idroelettrica.

Cinque percorsi diversi tra loro, ma uniti dallo stesso filo conduttore: scoprire il territorio in bicicletta, con uno sguardo attento al paesaggio, alla storia locale e al valore dell’energia rinnovabile. Un modo concreto per vivere l’Alto Adige in modo più consapevole, lento e sostenibile.

 

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