Pale, guanti da lavoro e giovani alberi da mettere a dimora. È iniziata così una mattinata di maggio che ha portato un gruppo di collaboratrici e collaboratori di Alperia sui pendii sopra Lasa, in Val Venosta, per partecipare a un progetto di riforestazione realizzato insieme al Servizio forestale provinciale.
Un gesto semplice, piantare un albero. Ma dietro a quel gesto c’è una sfida molto più grande: aiutare i boschi altoatesini ad adattarsi a un clima che cambia sempre più rapidamente.
Un paesaggio che sta cambiando
Chi frequenta la Val Venosta conosce bene l’importanza dei boschi che ricoprono il versante del Monte Tramontana. Non sono soltanto un elemento caratteristico del paesaggio: proteggono il territorio dall’erosione, contribuiscono alla stabilità dei versanti e ospitano una ricca biodiversità.
Negli ultimi anni, però, questi ecosistemi sono stati messi a dura prova. Le forti nevicate che hanno colpito l’area tra il 2019 e il 2020 hanno indebolito molti alberi, rendendoli più vulnerabili agli attacchi del bostrico tipografo. Le estati particolarmente calde e secche del 2022 e del 2023 hanno fatto il resto, causando la perdita di ampie superfici forestali tra i comuni di Lasa e Silandro.
Oggi, in alcuni punti del Monte Tramontana, là dove prima cresceva il bosco, si aprono radure che raccontano con chiarezza gli effetti del cambiamento climatico.
Ripensare il bosco del futuro
Ricostruire ciò che è andato perduto non significa semplicemente piantare nuovi alberi.
L’obiettivo del progetto promosso dal Servizio forestale provinciale attraverso il Fondo Forestale Alto Adige è creare foreste più resilienti, capaci di affrontare le condizioni climatiche dei prossimi decenni.
Per questo motivo vengono introdotte specie arboree diverse rispetto a quelle che dominavano in passato. Accanto alle conifere trovano spazio latifoglie come acero montano, sorbo degli uccellatori, tiglio, quercia e castagno, selezionate per la loro capacità di adattarsi a condizioni più calde e secche.
Un bosco più diversificato è infatti un bosco più forte: resiste meglio agli eventi estremi, favorisce la biodiversità e continua a svolgere la sua fondamentale funzione di protezione del territorio.
Dalle parole ai fatti
Dopo aver raggiunto l’area di intervento insieme al personale forestale provinciale, i partecipanti hanno ricevuto una breve formazione sulle tecniche corrette di piantumazione. Poi è arrivato il momento di passare all’azione.
Albero dopo albero, le collaboratrici e i collaboratori di Alperia hanno contribuito direttamente alla creazione di quello che, negli anni a venire, diventerà un nuovo bosco.
Un’esperienza che permette di comprendere concretamente quanto lavoro, competenza e visione siano necessari per accompagnare la rinascita di un ecosistema forestale.
Un impegno che cresce insieme ai boschi
L’iniziativa di Lasa si inserisce nella collaborazione avviata nel 2025 tra Alperia e la Provincia autonoma di Bolzano a sostegno del Fondo Forestale Alto Adige.
Attraverso questo strumento vengono finanziati interventi destinati al recupero delle foreste danneggiate, alla tutela della biodiversità e alla stabilizzazione del territorio. Ma il valore del progetto va oltre il sostegno economico: coinvolgere direttamente le persone significa creare consapevolezza e rafforzare il legame con l’ambiente in cui viviamo e operiamo ogni giorno.
Perché la transizione verso un futuro più sostenibile passa anche da qui: da un albero piantato oggi e da un bosco che potrà continuare a proteggere il territorio domani.















